Libreriauniversitaria Il Silenzio Alla Fine

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New York, primavera 1932. La città più viva del mondo agli ultimi sgoccioli del proibizionismo, l'età felice del jazz appena dietro le spalle, sotto la cappa della Grande depressione. Nell'intrecciarsi di altre vite e storie, tre uomini incrociano drammaticamente le loro esistenze. Un ebreo austriaco, tormentato e sommo musicista, e un celeberrimo direttore d'orchestra italiano, antifascista in esilio, accomunati dalla musica grande, per entrambi salvifica, e legati al principio da quella speciale consonanza - poi interrotta per ventura - possibile solo tra chi condivida la stessa passione; nessun confine preciso è tracciabile tra i loro sentimenti reciproci, e uno stringente destino li riunisce. Sullo sfondo, a tramare, il terzo uomo, specie di ragno maldestro; siciliano, fascista della prima ora, un «antemarcia» come si diceva; sodale di Mussolini fin dagli albori socialisti e convinto perciò di essere il suo interprete più vero in mezzo ai traditori, mentre forse il duce nemmeno sa bene che esista. Uno decide di perdersi nei luoghi oscuri della grande città, e lì sfiora un amore, nelle stesse ore, in circostanze inesplicabili, un altro scompare. Sono i giorni del rapimento di baby Lindbergh e l'FBI è troppo impegnata nella ricerca per sprecare intelligenza dietro altre sparizioni. E forse manca perfino la voglia di far luce sui rapporti tra un «socialista», la criminalità italiana, e il suo governo straniero. Qualcuno conosce la verità ma, alla fine, scenderà il silenzio. Siamo negli anni Trenta, in una New York dove si respirano già profumi multietnici e dove gli italiani sono ancora e solamente degli immigrati. Pietro Leveratto in Il silenzio alla fine ci porta in una storia in mezzo alla storia con la s maiuscola perché tra il fascismo imperante di allora e gli anni in cui New York diventava capitale del mondo si svolge questo giallo. Gaspare Tiralongo è un fascista e nel 1932 viene mandato nella Grande Mela dal Duce che forse vuole liberarsi di lui. Quando, in una giornata qualunque di New York, viene trovato morto nessuno ha tempo e voglia di occuparsi del suo omicidio. Anche perché, proprio in quei giorni, impazza sui giornali il caso del rapimento di baby Lindbergh e tutti sono molto occupati a piangere, commentare e risolvere questo fatto di rilevanza internazionale. E quindi chi si occuperà del cadavere di un famoso direttore d'orchestra italiano? Il caso sarà assegnato allo svogliato agente federale James Palamara, a cui poco importa l'investigazione e che starebbe molto più comodo dietro la scrivania di un ufficio. Il delitto è senza mandanti né moventi e questo non rende particolarmente facile la missione a Palamara che finirà invece ad appassionarsi al caso e a diventare un vero detective, passando dai quartieri più chic di New York fino a quelli più malfamati. Il silenzio alla fine cerca l'ironia sottile e acuta tra le trame del giallo.

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